Bimbi non vaccinati, per Viola è un problema.

   –  MUGGIO’

 

Viola con la mamma Laura

Articolo di Giusy Taglia

1 settembre 2018

Nella lotta tra i NoWax, i FreeWax e i ministri di turno che prima obbligavano a vaccinare i bambini che frequentano la scuola e poi consentono le autocertificazioni, forse non si pensa a quei bambini immunodepressi che per seri, serissimi, motivi di salute non possono essere vaccinati, ed esposti al contagio in misura maggiore, corrono rischi molto alti anche se contraggono una banale (per altri) influenza. E’ il caso di Viola.

Viola ha otto anni, li ha compiuti lo scorso 1 giugno. Tra poco più di una settimana frequenterà la terza elementare alla primaria Ada Negri. «Viola – ha raccontato la mamma Laura – è nata con una malformazione al fegato. E’ stato necessario ricorrere al trapianto che è arrivato quando aveva dieci mesi, dopo due di attesa. Per fortuna è arrivato. Fino ad allora si è potuta alimentare solo con il sondino». Un trapianto vitale per Viola che da allora deve assumere un immunosoppressore. Quindi è particolarmente esposta al contagio, anche se avesse una banale gastroenterite per lei potrebbe essere necessario il ricovero per monitorare il buon funzionamento del fegato.

«Abbiamo sempre cercato di far condurre a nostra figlia una vita più normale possibile – ha continuato Laura – per quanto la nostra soglia di attenzione e di precauzione sia altissima: Viola pratica nuoto, lo scorso anno ha voluto sperimentare il kick boxing e quest’anno con la ginnastica ritmica». E ha proseguito: «Abbiamo sempre cercato, e ottenuto, la collaborazione dei genitori dei bambini alla scuola dell’infanzia che ha frequentato alla Paolo VI e anche alle elementari, in questi primi due anni, abbiamo avuto l’appoggio dei genitori, dei compagni e delle maestre creando una rete di informazione per noi importantissima».

La legge Lorenzin dell’anno scorso che introduceva l’obbligo vaccinale per chi frequentava la scuola, è stato un provvedimento molto utile per chi, come i genitori di Viola, sono sempre all’erta per qualsiasi tipo di contagio. «Quella legge per noi è stato un grande sollievo – ha continuato Laura – perché evidentemente interveniva laddove una cattiva informazione aveva contribuito ad incrementare il numero dei non vaccinati riportando il rischio di epidemie di malattie debellate grazie allo sviluppo della medicina». E ha proseguito: «Mi sono informata molto e ho cercato di capire il punto di vista dei così detti “NoWax” ma proprio non ci riesco: come Viola ci sono tanti, tantissimi bambini immunodepressi per i quali qualsiasi tipo di contagio può portare complicazioni molto importanti. Quest’anno inizia la primaria anche il fratello più piccolo di Viola, quindi è importante che non solo nella classe di mia figlia, ma anche in quella di mio figlio non ci siano epidemie di malattie e che comunque possa essere avvisata per tempo». Viola non può fare i vaccini così detti “vivi”, avrebbe potuto solo prima del trapianto, ma i tempi non sono coincisi: alcuni vaccini si possono somministrare solo da dopo il dodicesimo mese, e per lei il trapianto è avvenuto quando di mesi ne aveva dieci.

«Non capisco davvero perché si sia fatto un passo indietro – ha continuato Laura – l’autocertificazione in ambito sanitario è un’assurdità. Si è creata una rete dei genitori di bambini immunodepressi che ha promosso una raccolta di firme: quasi 300 mila quelle raccolte che sono state depositate in parlamento proprio nei giorni scorsi». E ha concluso: «Trovo assurdo, disumano, che per un pugno di voti si metta in pericolo la vita dei bambini».

 

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