Riccardo, nato due volte.

Bimbo salvato dal papà: dono d’amore.

 

 

di Agostino Nicolò  –  29 maggio 2020

 

Il piccolo Riccardo con i genitori

CITTIGLIO – Vincenzo Scognamiglio, trent’ anni, ha salvato la vita al figlio, Riccardo, di soli tredici mesi, donandogli una parte del proprio fegato grazie a un intervento chirurgico eseguito a Palermo dall’équipe diretta dal professor Jean de Ville de Goyet, che guida il Dipartimento di pediatria per la cura e lo studio delle patologie addominali e dei trapianti addominali dell’Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione.

La storia clinica del piccolo Riccardo, nato il 3 aprile 2019, comincia fin dal primo istante in cui papà Vincenzo e mamma Tania lo accolgono tra le braccia carichi di emozione. La gioia dei genitori e di tutti i familiari, viene turbata dallo stato di salute del piccolo. Riccardo viene trasferito prima all’ospedale “Del Ponte” di Varese e poco tempo dopo, constatata la gravità della situazione, a Brescia, dove in seguito ad accertamenti approfonditi, gli è stata diagnosticata una malattia rara: 1′ atresia alle vie biliari, una patologia che colpisce un bambino ogni quindicimila e che porta il fegato in cirrosi.

La malattia provoca tra l’altro all’obliterazione delle vie biliari extraepatiche, sostituite da un denso tessuto fibroso, e da un coinvolgimento progressivo dei dotti biliari intraepatici. Le cause sono sconosciute e la malattia non può essere diagnosticata prima della nascita. Così sono cominciate cure e terapie durate per mesi, fino a quando la famiglia, residente a Cittiglio, anche grazie all’impegno e alla vicinanza dell’Associazione Malattie Epatiche Infantili, ha deciso di affidarsi all’Ismett di Palermo, dove i genitori hanno incontrato il professor Jean de Ville de Goyet, uno dei massimi esperti della chirurgia pediatrica addominale e del trapianto di fegato pediatrico.

Il piccolo Riccardo in braccio al professor Jean de Ville de Goyet

Dopo l’ arrivo a Palermo lo scorso 24 febbraio, i primi esami e i primi incontri, papa Vincenzo è stato indicato come donatore, ma a causa della pandemia l’iter si è interrotto fino al 12 maggio, quando Riccardo e il papà sono stati ricoverati, per sottoporsi il giorno successivo al delicatissimo intervento che ha consentito di salvare la vita al neonato. Fortunatamente, dopo ore di attesa, con mamma Tania all’esterno della sala operatoria, l’intervento è andato a buon fine. Padre e figlio sono stati dimessi.

«Ora stiamo bene — racconta papà Vincenzo -, Riccardo si sta sottoponendo ai controlli di rito e gli esiti degli esami sono regolari. Ha ripreso a nutrirsi e sta effettuando le terapie. Non finiremo mai di ringraziare nella nostra vita il primario e tutto il personale medico pediatrico dell’Ismett. Ci hanno fatto il più grande regalo della nostra vita. Ora non vediamo l’ora di tornare dai nostri cari».

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