Silvia

A vent’anni dal suo trapianto, per “atresia delle vie biliari”, Silvia Cadonici ha postato su facebook una lettera bellissima al suo fegato: «Grazie per avermi fatto vivere».  Commuove il web  e riesce a trasmettere il grande valore della donazione degli organi.

14/12/2016

É una lettera colma di gratitudine: ironica, semplice, toccante. L’ha pubblicata sulla propria pagina Facebook e ad essa ha affidato un messaggio dal valore inestimabile, per un anniversario di quelli che non puoi dimenticare. Silvia Cadonici, ventitreenne langhiranese, ha consegnato al mare dei social la propria preziosa bottiglia di vetro contenente una missiva unica.

 

Silvia Cadonici

É a tutti gli effetti una storia d’amore, anche se qui il cuore c’entra ben poco: c’entra, invece, il fegato. É infatti a vent’anni dal trapianto di fegato che Silvia ha deciso di scrivere poche efficacissime righe, capaci come poche altre cose di trasmettere il valore della donazione di organi. Ha postato il messaggio insieme a una bellissima foto di lei bambina e ha, inevitabilmente, catturato l’attenzione e l’apprezzamento del popolo del web.

 

LA LETTERA

«Caro inquilino, ti mostro questa foto di me prima di te perché domani a quest’ora saranno vent’anni tondi tondi che viviamo insieme – scrive Silvia -. Siamo stati benino, se posso dirlo, ma è inutile nascondere che tu mi hai fatto la guerra per molto tempo e ancora oggi, nonostante la reciproca stima e l’intimità che ci lega, noi due, carissimo amico, purtroppo non siamo ancora una cosa sola. Tu vieni da un’altra città, non sappiamo niente della tua famiglia, però qualcosa, scritto da qualche parte, lascia intendere che tu sia un maschio. Fino a qualche tempo fa non abbiamo parlato molto, tu te la sei sempre sbrigata per i fatti tuoi; solo io ogni tanto mi affacciavo per sapere cosa si diceva dalle tue parti, tu niente, manco due righine scritte. Ora, come ben sai ci unisce una piccola capsula colorata che io ti consegno mattina e sera e che tu spacchetti noiosamente senza nemmeno guardarla; beh, dolcissimo inquilino del piano di sotto, nonostante la tua (apparente) noncuranza nei miei confronti io ti sono molto grata. Ti ringrazio per avermi dato tutti questi anni di vita in più; anni pieni di difficoltà, di carta e corsie ospedaliere ma anche di grande esperienza. Ti ringrazio per aver retto al mio proverbiale amore per il cibo, per avermi regalato una enorme cicatrice sulla pancia e per tutto il dolore fisico che in compenso è stato un’ottima palestra per il cervello. Ti ringrazio per avermi permesso di non sembrare un limone maturo, per avermi concesso una adolescenza un ciccinino spericolata e per esserti adattato al primo colpo in quei pochi giorni di terapia intensiva dando una speranza alla mia famiglia. Gentile inquilino, finora hai tirato avanti la baracca nel migliore dei modi, anche se qualcuna delle tue cellule rimarrà per sempre tua e pronta alla rivoluzione contro quel grande usurpatore che è il mio corpo io ti abbraccio. Grazie. Sosteniamo la donazione di organi!».

Un messaggio importante, che portano avanti anche i volontari dell’Associazione Italiana per la Donazione Organi, tessuti e cellule: a Langhirano (PR) c’è un gruppo Aido particolarmente attivo, ne fanno parte tante giovani volontarie donne, che hanno organizzato diverse iniziative, da Color run, alle mostre d’arte, per raccogliere fondi e sensibilizzare alla cultura del dono.

(Enrico Gotti, GAZZETTA DI PARMA)

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