Trapiantato di fegato a soli venti mesi «Il nostro bambino salvato da un angelo»

 

Il piccolo Tommaso, di 20 mesi, è nato al Ca’ Foncello con una malattia rara al fegato, un trapianto l’ha salvato. «L’ha salvato un angelo» dice la mamma «Insegnerò a mio figlio ad avere cura e rispetto di questo dono».

 

Mamma Veronica assieme al suo Tommaso

Ci sono esistenze che si incrociano per caso. E dal più profondo dei dolori ha avuto origine la più grande delle speranze. Il piccolo Tommaso, che oggi ha 20 mesi, è nato al Ca’ Foncello con una malattia rara, l’atresia delle vie biliari, che impedisce al fegato di scaricare correttamente la bile. A poco a poco è come se il corpo si avvelenasse.

 

IL TRAPIANTO

I medici della Patologia Neonatale si accorgono subito che qualcosa non va e contattano un centro specializzato a Bergamo. Segue un primo intervento, ma al bimbo trevigiano serve un fegato nuovo per sopravvivere.
Lo scorso 6 luglio, la chiamata tanto attesa: l’organo per Tommaso è stato trovato. Quasi dieci ore di operazione, mamma Veronica e papà Diego non possono dimenticare quello che c’è dietro alla loro gioia. Si tratta del gesto compiuto da altri due genitori che in questo istante convivono con lo strazio di aver perso il loro bambino e, nonostante il dramma, hanno deciso di donarne gli organi. «Ovunque voi siate. Chiunque voi siate. Eternamente Grazie» ripete Veronica Loschi. Un atto di generosità che non è caduto nel vuoto. «I supereroi del nostro tempo sono quella mamma e quel papà che hanno privato il loro bene più prezioso di qualcosa per dare una vita nuova a degli sconosciuti. Hanno trasformato il loro dolore in una possibilità per gli altri» aggiunge.

 

GENEROSITA’

Non conoscerà mai i loro nomi, visto che la legge impone l’anonimato tra donatore e ricevente, ma si augura che in qualche modo arrivi loro un po’ di gratitudine per il grande gesto che hanno compiuto. C’è una parte di Tommaso che lo legherà per sempre a un bimbo volato in cielo. «Il dono di quella mamma e di quel papà mio figlio lo porta dentro di sé e gli insegnerò sempre ad averne cura e rispetto» promette Veronica.

 

I RINGRAZIAMENTI

Senza quel trapianto il piccolo non avrebbe avuto futuro, e ci sono tante persone che Veronica e il marito Diego vogliono ringraziare per la vicinanza nei momenti difficili. A cominciare dalla dottoressa Francesca Tormena della Patologia Neonatale di Treviso, che ha capito tempestivamente la patologia, il Suem, che una volta arrivata la chiamata da Bergamo ha predisposto il trasferimento di Tommaso per il trapianto, e l’équipe bergamasca del Papa Giovanni XXIII che ha eseguito l’intervento. Oggi Tommaso sta bene, non ha più la pelle verde che attirava la curiosità dei coetanei, ai quali mamma Veronica rispondeva: è il figlio di Hulk. L’esperienza del trapianto non gli verrà nascosta: «Insegnerò a Tommaso che deve avere fiducia nel prossimo e credere nella vita. Ma soprattutto gli racconterò una storia di supereroi: una mamma, un papà e il loro bambino, un angelo, che hanno aiutato un piccolo guerriero. Non è una favola ma una storia accaduta per davvero».

 

Valentina Calzavara – 08 agosto 2018

I commenti sono chiusi