Roma, doppio trapianto di fegato da record

 

            19 agosto 2020

di Pier David Malloni

Il primo al mondo con perfusione al Bambino Gesù: salvati neonato e bimbo di 9 anni

 

L’ospedale Bambino Gesù

È possibile “allungare la vita” di un fegato, dividerlo in due e salvare così la vita a due bambini con un unico organo. I primi al mondo a unire l’intervento di “split liver”con la macchina per la perfusione epatica sono stati i chirurghi dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, che hanno descritto l’operazione sulla rivista Liver transplantation.

«Questa tecnologia, che è relativamente recente – spiega Marco Spada, uno degli autori dell’intervento e prima firma dell’articolo – permette di conservare meglio gli organi, più a lungo e in modo più efficace tra quando vengono prelevati e quando vengono trapiantati.
Abbiamo pensato che potesse essere di aiuto anche nello split liver, perché la procedura di separazione delle due parti del fegato allunga i tempi, mentre normalmente il fegato dovrebbe essere trapianto in 8-10 ore. Una volta che il fegato intero viene connesso alla macchina invece si può procedere alla divisione e alla fine le due partì rimangono perfuse. Questo consente di avere più tempo a disposizione per il trapianto e riduce il rischio di malfunzionamento d’organo».

I chirurghi del Bambino Gesù hanno utilizzato la macchina di perfusione per dividere in ospedale un fegato prelevato fuori Italia, dove non avrebbero potuto effettuare lo split, e realizzare quindi i due trapianti contemporanei. Il fegato è stato prelevato da un donatore di un ospedale non italiano, ma comunque nell’UE, e le due parti sono state trapiantate in un neonato di 3,7 chilogrammi che aveva una insufficienza epatica acuta, operato undici ore dopo il prelievo del fegato dal donatore, e in un bambino di nove anni che soffriva di atresia delle vie biliari, una malformazione che è la causa più comune di trapianto a questa età.

 

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