Suo figlio è salvo Luca ora nuota e raccoglie fondi

 

     27 febbraio 2019

di Paola Arensi

Ricevere un miracolo e trasformarlo in dono per gli altri. E’ la storia di Luca e Irina, genitori di Lorenzo, piccolo eroe che a pochi mesi di vita è stato sottoposto ad un trapianto di fegato. Dopo il delicatissimo intervento non sono mancate complicazioni. La degenza è stata lunga e in quei giorni papà e mamma hanno sperimentato il valore di un sorriso, di una parola, di una mano amica. Ecco perché oggi, con il loro campione tornato alla vera vita, non si voltano dall’altra parte ma lanciano un progetto di solidarietà per sostenere le spese di altri genitori durante le lungo degenze dei piccoli trapiantati. Come? Imprese a nuoto per papà Luca con lo slogan “insieme oltre le onde’.

«Mio figlio è salvo, oggi nuoto per i piccoli trapiantati»

I genitori di Lorenzo protagonisti di una missione di solidarietà per aiutare i genitori dei piccoli degenti Paola Arensi

CODOGNO

Il piacentino Luca con la moglie Irina e il piccolo Lorenzo

Il miracolo del piccolo Lorenzo Foletti, nato il 24 novembre 2017 a Codogno, affetto da atresia alle vie biliari, che a pochissimi mesi di vita, il 2 giugno 2018, ha subìto un trapianto di fegato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo e vinto nonostante 4 rigetti, diventa un progetto per dare speranza ad altre famiglie. Lo hanno fortemente voluto i genitori del bimbo, Luca, 34 anni, ex studente del Marconi di Piacenza e dipendente del reparto prototipi dell’Astra, sulla Caorsana, e Irina, 39 anni, di professione mamma h24, con origini romene e residenza in Italia dal 2002. «Vogliamo gridare al mondo quanto guarire e farcela sia possibile» spiega la coppia, ricordando la sofferenza di vedere un figlio malato «uno dei 23 nati in Italia del 2017 con atresia alle vie biliari» e il sollievo per il trapianto alla fine riuscito. Mamma e papà hanno ideato il progetto “Insieme oltre le onde, più in là dell’orizzonte” che ha l’obiettivo di aiutare le famiglie disagiate di bambini lungodegenti degli ospedali di Bergamo (pediatria) e di Brescia (chirurgia pediatrica), strutture di eccellenza nel campo. La famiglia, di Codogno intende promuovere l’iniziativa in tutta Italia per poter aiutare più famiglie possibili. E il 12 maggio, se tutto andrà come previsto, ci sarà un evento a Travo che racconterà tutto questo. Così come presto avverrà in Sicilia dove, a Palermo, c’è una struttura sanitaria specializzata doc.

«L’intervento riuscito, pur avendo dovuto superare moltissime complicazioni, come rigetti, infezioni e ulteriori operazioni chirurgiche, ha reso mio figlio un eroe e noi non vogliamo essere da meno, vogliamo dimostrargli che siamo degni di lui» ha detto commosso il papà dopo una lunga odissea che non è ancora finita. «Vogliamo motivare chi soffre dando speranza perché spesso le cose vanno bene e si deve avere fiducia – racconta papà Luca  – vogliamo trasmettere i valori che abbiamo conosciuto, anche grazie a tanta gente che si è prodigata per noi, in quel difficile periodo che sembrava non finire mai. L’idea nasce dal cuore di tanta gente e dal messaggio di resilienza di nostro figlio».

Il progetto viene lanciato insieme a l’AMEI (Associazione malattie epatiche infantili) ed Eos onlus (progetto La Casa di Leo micro residenzialità per le famiglie dei bambini lungo degenti) con Aido (Associazione italiana donatori organi) che, a suo tempo, hanno aiutato la famiglia Foletti a non “affondare”, a risollevarsi. La metafora del mare è la scia del progetto di Foletti che si sta allenando con la Sky Line di Casale per una delle prove incluse nell’iniziativa: «Si tratta di traversate a nuoto, con la prossima prevista giugno allo stretto di Messina, lungo circa 7 chilometri, senza pinne. Ce la farò, come ce l’ha fatta Lorenzo, mi sto allenando tanto e ringrazio la mia super compagna che permette tutto questo» conferma il genitore. Obiettivo raccogliere fondi per sostenere affitto e pasti dei genitori lontani da casa durante le lungodegenze dei bimbi trapiantati.

I commenti sono chiusi