Già 234 mila le adesioni alla petizione “Sì vaccini”

   ALESSANDRIA

La promotrice: consegneremo ai parlamentari le firme raccolte

 

Pubblicato il 14/08/2018

FRANCA NEBBIA
CASALE MONFERRATO

Crescono di minuto in minuto le firme in appoggio alla petizione sull’obbligo dei vaccini lanciata su www. change.org/ e la cui prima firmataria è Roberta Amatelli di Terruggia, mamma di una bimba che, «immunodepressa» dopo un trapianto, rischia grosso se viene a contatto con malattie come morbillo, rosolia e varicella. Ieri, intorno alle 18,30 le adesioni erano 234 mila e 344 e l’obiettivo prima fissato in 150 mila è stato superato in soli due giorni. Ora si punta a 300 mila, nonostante il periodo vacanziero.

Il tentativo di blocco alla misura di «obbligo flessibile» introdotto dalla ministra alla Salute Giulia Grillo vuole, tramite le firme raccolte, reintrodurre l’obbligatorietà delle vaccinazioni per evitare che bambini con seri problemi possano venire a contatto con altri non vaccinati, portatori di malattie comuni che, per chi è immunodepresso, possono però avere conseguenze gravissime. Essi assumono ogni giorno farmaci che diminuiscono sensibilmente le difese immunitarie per evitare un rigetto dell’organo trapiantato.

La figlia di Roberta, 3 anni, è serena. Ignara di tutto il rumore suscitato dal suo caso simile a quello di altri bambini, è partita ieri mattina per una breve vacanza in montagna con mamma Roberta e papà Rosario, che da tre anni lottano per la sua piccola vita, dopo che la bimba, a soli otto mesi, ha subito il trapianto di fegato alle Molinette di Torino, in seguito a una diagnosi di «atresia delle vie biliari».

«Alla ripresa dell’attività parlamentare dice mamma Roberta intendiamo consegnare ai parlamentari la petizione che ha raccolto tante adesioni. Ci auguriamo ovviamente che qualcosa cambi perché l’ingresso all’asilo, ai primi di settembre, è davvero dietro l’angolo. Solo ora cominciavamo a “tirare il fiato” perché la bimba sembra crescere bene, dopo anni di ricoveri, analisi, cure, controlli. L’infanzia è il momento più sereno nella vita di un bambino e invece per lei è stato un calvario. Sia io sia mio marito, lavorando, pensavamo alla scuola materna come il luogo più tranquillo. Ora, nei nostri incubi ha tanti punti interrogativi…».

Giovanni Bellistri, sindaco di Terruggia, dove la bimba andrà alla materna è intenzionato a sua volta «a chiedere di essere ricevuto appena dopo Ferragosto dal neo direttore dell’Asl Antonio Brambilla, per illustrargli la situazione. Come sindaco, tutore della salute dei miei concittadini, dico che il tempo stringe. Ipotesi come quella di una legge popolare richiede tempi lunghi e ma il tempo, in quest’occasione è un lusso che non ci possiamo permettere».

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